Inter-Barella, ci siamo!

Il centrocampista del cagliari, reduce dal gol alla grecia, è pronto ad andare a milano.

Che Niccolò Barella sia il pallino fisso di Beppe Marotta lo si era capito già da tempo, quando ancora il direttore nerazzurro era alla Juventus.
Brevilineo, duttile, aggressivo, piedi buoni e senso del gol: queste caratteristiche rendono Barella il centrocampista perfetto per la nuova Inter di Antonio Conte.
Oggi Giulini, il presidente del Cagliari, dovrebbe essere a Milano per chiudere la trattativa, dove il Lega Calcio incontrerà Marotta per poi raggiungere Ausilio e rendere ufficiale il primo colpo del mercato nerazzurro.

Valutazione – La richiesta è di 50 milioni di euro, ma l’Inter ha lavorato per inserire delle contropartite tecniche che potessero interessare al Cagliari, in modo da abbassare la parte cash. I nomi sono quelli di Andrea Pinamonti, attuale capocannoniere del mondiale Under 20 e l’anno scorso a Frosinone, e Alessandro Bastoni, reduce anche lui dal prestito a Parma. Occhio però alla carta Eder, anche se in questo caso i nerazzurri dovrebbero pagare gran parte dell’ingaggio del giocatore.

La cosa più che sicura ormai è che Barella sarà un nuovo giocatore dell’Inter, per la felicità della coppia Conte-Marotta.

Ancelotti: “Pronto a sfidare la Juve”

Il tecnico festeggia i 60 anni: “Dopo un anno di transizione siamo pronti a batterli”.

Intervistato dal Corriere dello Sport per festeggiare i suoi 60 anni, Carlo Ancelotti fa il punto sulla sua avventura a Napoli e ripercorre la sua carriera.

“Un ruolo fondamentale nel mio percorso? In tanti mi hanno aiutato. Liedholm si è preso cura di me, mi insegnò un sacco di cose, anche a stare al mondo. Era sempre calmo, imperturbabile e risolveva le questioni con serenità. Prima di lui Giorgio Visconti, il mio allenatore negli allievi del Parma, e Bruno Mora. Diciamo che Mora era un maestro, mi insegnò a muovermi, a fare delle scelte.. Arrigo Sacchi è stato il numero uno, in particolare ci ha aperto gli occhi nella preparazione. Non mollava mai, è sempre prodigo di consigli, dopo ogni partita arriva la sua telefonata”.

“Le partite più belle della mia carriera? Sono tante, ma dico Milan-Manchester e la finale di Instanbul. Contro il Liverpool fummo fantastici, loro le provarono tutte pur di arrivare ai rigori. L’ho rivista tre settimane fa quando l’ha data Sky: una sola volta in quattordici anni. La partita peggiore invece è stata Bologna-Milan. Distrussi lo spogliatoio, giocammo malissimo rischiando di compromettere la qualificazione alla Champions. Poi anche quella in coppa di Francia con il PSG, mi incazzai con Verratti e diedi un calcio a un cartone che finì sulla testa di Ibrahimovic. Ma sono stati brutti anche i 20 minuti con l’Arsenal di quest’anno, inspiegabili”.

“Quest’anno abbiamo fatto cose nuove, penso alla costruzione da dietro con due o tre centrali. Ho uno staff giovane che mi tiene vivo e aggiornato. Mio figlio è la voce critica, forse anche per via della confidenza. Lo ascolto, come ascolto tutti. 4-4-2? E’ un sistema che permette di coprire molto meglio il campo, migliora l’aspetto difensivo, anche se questa stagione ci è pesata molto l’assenza di Albiol. Anche se devo dire che i giocatori sono stati disponibilissimi al cambiamento”.

Infine, un commento sul possibile approdo del suo predecessore (a Napoli, si intende) sulla panchina della Juventus: “Il legame tra Sarri e i napoletani è stato molto forte, così come la sua adesione al progetto e alla napoletanità. E’ comprensibile che qualcuno la viva male ma Sarri è un professionista e a volte il mestiere ti porta a fare delle scelte che disorientano“. Chissà che, alla fine, la lotta scudetto della prossima stagione non metta a confronto proprio Sarri e Carletto: “Il mio primo anno qui è stato di transizione – commenta Ancelotti -. Adesso, la fionda è tirata e pronta a colpire”

L’intervista completa in edicola sul Corriere dello sport.

Doppia Bonansea, l’Italia vola nel mondiale femminile

LA DOPPIETTA DELLA FUORICLASSE DELLA JUVENTUS WOMAN STENDE L’AUSTRALIA NELLA PRIMA PARTITA DEL GRUPPO C.

Inizia nel migliore dei modi il mondiale femminile per le Azzurre del CT Bertolini.
Contro la temibilissima Australia ci pensa Barbara Bonansea a trascinare le compagne alla vittoria, con il gol decisivo segnato al 95′, un po’ come Totti nel 2006 (e poi sappiamo bene come andò a finire…).
Primo tempo – Le azzurre soffrono le australiane nella prima frazione di gioco e vanno sotto: Sara Gama trattiene la Kerr in area e per l’arbitro è rigore. La stessa attaccante australiana si incarica della battuta, sbaglia, ma poi fa gol sul tap-in.
Le ragazze della Bertolini sembrano scosse psicologicamente e non riescono a creare pericoli per la porta australiana.
Secondo tempo – Nella ripresa la musica cambia totalmente. Al 56′ la Bonansea scippa palla alla difesa australiana e si invola contro la Williams battendola con il piatto destro.
Le azzurre continuano a macinare gioco, ma il var sembra non essere dalla nostra parte. Prima non punisce un fallo di mano di De Vanna, che era già ammonita, poi annulla un gol alla Sabatino per fuorigioco (giusto).
La gara sembra ormai indirizzata sul pari, ma al 95′ la Bonansea svetta in area di testa e trafigge la Williams, facendo esplodere la panchina azzurra.
Adesso testa alla Jamaica. Con una vittoria l’Italia sarebbe praticamente già alla fase ad eliminazione diretta.

Mondiali U20: Che Italia!

Poker al Mali nel segno di Pinamonti. Ora l’Ucraina in Semifinale.

Ci pensa sempre Andrea Pinamonti a trascinare gli azzurrini del CT Nicolato in bocca all’Ucraina, con grandi possibilità di andare poi in finale.
Dopo il cucchiaio alla Polonia, il giocatore di proprietà dell’Inter colpisce per ben due volte anche il Mali. Per gli Azzurri in gol anche Frattesi.

La competizione continua. Gli Azzurrini erano arrivati agli ottavi dopo aver vinto il Girone B da imbattuti, con due vittorie contro Ecuador e Messico e il pareggio contro il Giappone all’ultima giornata, nella quale però Nicolato ha fatto riposare molti tra i titolari. Il Mali invece si era qualificato arrivando secondo nel girone E, quello della Francia, a pari di Panama, ma poi l’altro ieri aveva eliminato clamorosamente l’Argentina, una delle favorite per la vittoria finale, ai calci di rigore dopo il 2-2 nei 10′. Non c’erano precedenti tra le due compagini, al primo incontro in un Mondiale: l’Italia ha avuto due giorni di riposo in più. Ora semifinale contro l’Ucraina, che oggi ha sconfitto per 1-0 la Colombia: la partita si giocherà martedì alle 17.30.

Juventus al bivio allenatore

Pep Guardiola o Maurizio Sarri? L’agenda di Paratici è divisa tra questi due nomi. L’esonero di Massimiliano Allegri coincide con la volontà da parte del duo Nedved-Paratici, più che del presidente Agnelli, di cambiare filosofia e modo di giocare.

Via il pragmatismo di Allegri, dentro il cosiddetto bel gioco di Sarri o Guardiola. Ecco, arriviamo a questi due nomi. Due categorie diverse quelle dello spagnolo e dell’italiano, che sanno di piano A e B, con ovviamente l’allenatore del City come preferito.
I fatti degli ultimi giorni porterebbero a dire che sarà Sarri il nuovo mister bianconero, visto la sua volontà di lasciare i Blues per tornare nel campionato nostrano, ma occhio alle vicende City-Uefa, che sarebbero l’escamotage perfetto per poter liberare Guardiola grazie alla clausola all’interno del suo contratto, secondo la quale l’ex Barcellona si libererebbe per il mancato raggiungimento della qualificazione alla Champions League: il City ha vinto il campionato, ma potrebbe essere estromesso dalle coppe europee per infrazioni regolamentari risalenti addirittura al 2014.
Un vero e proprio rebus quello intorno alla panchina bianconera, che però verrà sicuramente risolto entro metà giugno, in modo da poter impostare il mercato nel migliore dei modi.